Passa ai contenuti principali

Schelling




La concezione Schellinghiana della natura.

L'intera filosofia di Schelling prende le mosse dall'idealismo Fichtiano. In particolare, dal desiderio di ridare al mondo naturale, la dignità e l'autonomia tipiche di un'autentica realtà sostanziale. In altre parole, Schelling aveva questa idea di richiamare l'attenzione dei filosofi e scienziati su una natura che talvolta la cultura romantica tendeva a ridurre a semplice ambiente o sfondo per esaltare azioni, emozioni e sentimenti umani.

Nel periodo di Schelling era diffusa l'idea che la natura fosse retta o animata da una forza vitale. Ma secondo lui la realtà è una sola, l'assoluto, di cui natura e spirito non sono che espressioni diverse e il mondo, con tutte le sue manifestazioni materiali e spirituali è simile a un unico grande organismo in cui ogni parte è come l'organo che svolge una specifica funzione.

 

Il rapporto tra intuizione artistica e riflessione filosofica.

La divina ispirazione dell'artista lo rende, diverso, da tutti gli altri uomini e caratterizza il suo genio rispetto al semplice produrre della persona comune. Allo stesso tempo sancisce la superiorità dell'arte rispetto alla filosofia, discutendo del rapporto tra l'intuizione e la riflessione.

“Non appena l'uomo si pone in opposizione con il mondo esterno è fatto il primo passo verso la filosofia. Con quella separazione ha iniziato una riflessione, d'ora in poi egli separa ciò che la natura aveva unito per sempre, separa l'oggetto dala intuizione, il concetto dell'immagine e alla fine, facendosi oggetto a se stesso, separa se da sé. "

La filosofia, dunque, in quanto riflessione concettuale genera separazione, essa analizza gli oggetti mediante la divisione all'estinzione e categorie, proprio tra loro contrapposte. Ma tale separazione non coglie l'essenza della realtà, che siccome sappiamo, risiede nell'unità di quelle opposte determinazioni.

L'arte, dunque, rivela unità, è il senso più profondo del reale e permette all'uomo di perseguire quell'equilibrio di forze in cui risiede la sanità.

La filosofia, dunque, ha bisogno dell'arte. L'arte ha dunque un divino compito e viene ad assumere per la prima volta un significato conoscitivo universale. Si spiega così l'enfasi che shelling pone non tanto sul prodotto artistico quanto sull'inquisizione estetica, ossia sull'attività creatrice. Ciò che conta è l'atteggiamento creativo dell'artista che getta una luce sulla produttività infinita dell'universo, considerato come un'unica grande opera d'arte.




Proprio alla natura Schelling fa riferimento, affermando la sua piena dignità che era offuscata dal grande io di Fichte. Il filosofo, infatti, assegna a Tale dimensione, una propria esistenza autonoma, indipendente dalle rappresentazioni dell'uomo. Essa non viene più cordata come una funzione dell'azione dell'io, né unicamente come ostacolo che la coscienza pone sulla strada dell'affermazione di sé e della propria libertà, ma acquista nuova totalità importanza in quanto intrisa di infinito ed è un miracolo vivente, però è una fonte di meraviglia.

Il principio assoluto della filosofia Schellinghiana non è dunque costituito né dall’io di Fichte giudicato unilaterale né dalla realtà materiale considerata nella sua separazione dello spirito, ma l'unità indifferenziata dello spirito e natura. Io e non io, soggetto e oggetto, pensiero e mondo.

 

Le due direzioni della filosofia.

In Schelling l'accento è posto sull'identità tra natura e spirito. L'idealismo Schellinghiana dunque la natura, ha in sé stessa quella tensione tra soggetto e oggetto, conscio e inconscio, attività e passività. In Fichte caratterizza il conflitto tra l'io e il non io, in cui consiste la vita stessa dello spirito.

L'assoluto (o Dio), il principio infinito, creatore della realtà, non si identifica né con il soggetto né con l'oggetto, ma si pone al di là di essi, costituendo la loro comune radice. Come nel consenso che è la medesima realtà che si esprime e si rivela indifferentemente nella natura e nello spirito, nel mondo del pensiero.

È per questo motivo secondo Schelling che la filosofia, in quanto >scienza dell'assoluto<, cercando di coglierne l'unità incendiabile, può seguire due direzioni di ricerca complementari. La filosofia della natura che, partendo dalla natura, giunge allo spirito e la filosofia dello spirito che partendo dallo spirito, giunge natura.

 

Natura e spirito e con modalità di espressione dell'assoluto.

Il fatto che la natura sia al pari dello spirito, una modalità di realizzazione e di espressione dell'assoluto, fa sì che a tutti i livelli essa manifesti già la spiritualità, anche se in gradi differenti. La filosofia della natura studio proprio le forme con cui la spiritualità emerge dalla materia. La natura è un graduale processo attraverso cui lo spirito si sviluppa e si rivela smette, realizzandosi progressivamente per raggiungere l'essere umano, la sua piena realizzazione. Tale concezione porta Schelling ha una visione organicistica e finalistica, in cui ogni parte del reale ha senso solo in relazione a tutto e alle altre parti, e in cui esiste una finalità intrinseca alla natura stessa.

Commenti

Post popolari in questo blog

L´idealismo etico di Fichte

 Fichte giudica inammissibile la cosa in sé, kantiana, in quanto nozione di una realtà estranea all'io. Egli afferma, decisamente l'io come attività creatrice nel mondo e priva di limiti. Con ciò si compie il passaggio dal criticismo kantiano all'idealismo.   La ricerca della libertà e la tensione etica.   Fichte fa proprio il monito del filosofo tedesco Lessing, che aveva risposto, il valore della verità non al suo possesso, ma nello sforzo costante per raggiungerla. Il possesso, infatti, spiegava l'attore è riposo, pigrizia e orgoglio. La ricerca invece, impegno e attività. Fichte attribuisce a tale pensiero un significato morale, interpretandone, nel senso che non vale nulla essere liberi, cosa divina e diveltarlo.   La vita stessa di Fichte può essere vista come l'esemplificazione in tale principio, essa appare infatti come uno sforzo per diventare libro che il filosofo persegue a partire dalla giovinezza. Nato da una famiglia di contadini poverissimi,...

Weber

 La fondazione della sociologia scientifica  Max Weber fu uno studioso che indagò i fenomeni socio-economici della modernità capitalista e analizzò i punti critici di questo tipo di società. Egli studiò diritto, storia, economia e filosofia a Heidelberg, Berlino e Gottinga, e scrisse saggi di storia economica nei quali emergeva la trasformazione dall'agricoltura all'industria e lo sviluppo del proletariato. Weber si interessò particolarmente alla società e alla politica, influenzato anche dal padre. Dopo la sua morte, venne pubblicato "Economia e società", che rappresenta la realtà dell'Occidente in forte transizione economica e sociale, e mette a fuoco il metodo delle scienze storico-sociali. Weber non considerò del tutto negativo il capitalismo e criticò Marx perché a suo avviso egli riduceva la complessità del fenomeno sociale alla mera struttura materiale. Weber individuò vantaggi e rischi del capitalismo, così come le sue possibilità e limiti. Weber si orient...

Horkheimer e Adorno

La Scuola di Francoforte è un gruppo di intellettuali marxisti indipendenti che si sono dedicati all'elaborazione di una "teoria critica della società". Fondata nel 1922 a Francoforte sul Meno, in Germania, presso l'Istituto per la ricerca sociale, la scuola è stata finanziata da una donazione di Felix Weil, uno studente agiato con simpatie marxiste. La direzione dell'Istituto è passata a diversi intellettuali nel corso degli anni, tra cui Karl Grünberg e Max Horkheimer. Durante il periodo del nazismo in Germania, l'Istituto è stato perquisito e chiuso, e molti dei suoi membri sono stati costretti a emigrare. Tuttavia, l'attività dell'Istituto è proseguita all'estero, con un interesse particolare per l'oppressione e l'autoritarismo, focalizzandosi sui ruoli dei mass media e della famiglia nella formazione dell'opinione pubblica e della personalità autoritaria. Dopo la Seconda guerra mondiale, alcuni membri sono rimasti negli Stati Uniti...